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Agusta
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La mwbgAgusta S.p.A. (pronuncia corretta: /aˈɡusta/; pronuncia accettabile: /ˈaɡusta/cite-ref-1[1]) è stata un'azienda aeronautica mwdqitaliana operante nella costruzione di mwdgelicotteri e mwdwconvertiplani. Nel 2000 si è fusa con la mweaWestland Helicopters dando vita all'mweqAgustaWestland. Dal 2021 “Agusta” è un marchio di Leonardo.cite-ref-0-2-0[2]

Contents

Storia
L'EFIM
Note

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Storia

Gli inizi

Il creatore della società fu mwggGiovanni Agusta che nel mwgw1907 aveva iniziato la costruzione di mwhavelivoli senza motore e per tale scopo fondò a mwhqPalermocite-ref-3[3], nel mwig1908, la ditta mwiwAgusta Giovanni.cite-ref-4[4]

Trasferitosi nel mwkqnord Italia, nel mwkg1919 l'azienda prese il nome di mwkwCostruzioni Aeronautiche Giovanni Agusta S.A. con l'intento di svolgere attività di manutenzione e riparazione degli aerei militari mwlaFIAT, mwlqMacchi e mwlgSavoia Marchetti. Le prime officine furono aperte a mwlwTripoli, nel mwma1920, e a mwmqBengasi, nel mwmg1922. L'officina in Italia fu inaugurata nel mwmw1923 a mwnaCascina Costa, in adiacenza al mwnqcampo di volo di Cascina Malpensa.cite-ref-5[5]

La seconda generazione

Pochi anni dopo, nel mwpa1927, Giovanni Agusta morì lasciando la ditta alla moglie Giuseppina Turetta e ai figli mwpqDomenico, mwpgVincenzo, Mario e Corrado. Fu Domenico, insieme al fratello Vincenzo, ad assumere la guida della azienda e a seguirne lo sviluppo nella produzione e manutenzione di velivoli militari utilizzati dalla mwpwRegia Aeronautica fino alla fine della mwqaseconda guerra mondiale.

Nel mwqg1945, a seguito delle clausole del trattato di pace, poi sfociate nei mwqwtrattati di Parigi del 1947, venne proibita all'Italia la produzione di velivoli e l'azienda dovette fronteggiare un periodo di crisi che tentò di superare, cambiando le linee di produzione, adattandosi a costruire barche e autobus.

Il dopoguerra

Proprio nel mwrw1945, gli Agusta decisero di diversificare i prodotti e costruire motociclette, fondando la mwsaMeccanica mwsqVerghera Agusta, più nota come mwsgMV Agusta. L'adozione di tecnologie derivate dalle costruzioni aeronautiche e la passione di Domenico e Vincenzo Agusta per la meccanica consentirono di realizzare modelli di grande successo e moto da competizione che si affermarono nei campionati mondiali arrivando a vincere 63 campionati del mondo di motociclismo, di cui 17 campionati del mondo consecutivi della classe 500mwsw cm³ negli mwtaanni sessanta fino agli inizi degli mwtqanni settanta.

Nel mwvg1950 cessarono i divieti relativi alle costruzioni aeronautiche imposti dal trattato di pace e l'Agusta riprese la produzione nel settore, sia realizzando piccoli quantitativi di mwvwbiplani, sia effettuando manutenzioni sugli aerei di produzione degli mwwaStati Uniti in dotazione all'mwwqAeronautica Militare.

Nel mwyq1952 l'Agusta entrò nel settore pionieristico degli elicotteri, acquisendo tramite il giornalista mwygLeone Concato la licenza di costruzione, prima in Europa, del mwywBell 47. Quasi contemporaneamente, iniziarono le sperimentazioni di modelli di propria ideazione, quali l'mwzaAgusta A103 del mwzq1953,cite-ref-helis-6-0[6] l'mwagAgusta A102 del mwaw1959 o l'mwbaAgusta A104 del mwbq1960, derivati dal mwbgBell 47 e 48 e rimasti allo stato di prototipi.cite-ref-helis-6-1[6]

Vincenzo Agusta morì nel mwdq1958 e Domenico Agusta assunse ancora di più il ruolo di guida della ditta che portò a sempre maggiori risultati. Nel mwdg1961, l'Agusta ricevette anche la licenza di costruzione per l'mwdwAgusta-Bell AB204, ma, traguardo più qualificante, il 19 ottobre mwea1964.cite-ref-helis-6-2[6] volò l'mwfqAgusta A101, elicottero di classe detta "pesante", di concezione e progettazione tutta italiana. Questo successo tecnologico convinse l'altra società americana allora al vertice del settore, la mwfgSikorsky, a stringere un accordo commerciale nel mwfw1967.cite-ref-helis-6-3[6] per la costruzione su licenza dell'mwhaAgusta-Sikorsky SH-3D. Nel 1969 fu acquisita la mwhqSIAI-Marchetti.

L'EFIM

Domenico morì nel mwjq1971 lasciando l'azienda al fratello Corrado.cite-ref-7[7] Con la morte dello storico capo azienda, l'Agusta si trovò a fronteggiare nuovamente un periodo di crisi, dovuto agli investimenti per l'A109, che portò la famiglia Agusta a vendere il 51% delle quote della società nel mwkg1973 all'mwkwEFIM (Ente Partecipazioni e Finanziamento Industria Manifatturiera).cite-ref-8[8] L'ente di Stato considerò strategica per gli interessi nazionali la tecnologia delle costruzioni e della manutenzione degli elicotteri, ormai in buon numero in dotazione alle mwmaforze armate e alle mwmqforze di polizia, e avviò la creazione di un polo aerospaziale, costituito dalle varie aziende aeronautiche del settore, la Agusta, la mwmgCaproni, la mwmwElicotteri Meridionali e la mwnaSIAI-Marchetti, acquisite e consolidate nel "Gruppo Agusta". L'EFIM, nel contempo avviò la dismissione del settore motociclistico e, come conseguenza, l'ultima vittoria nel campionato mondiale si ebbe nel mwnq1976 per arrivare nel mwng1980 alla cessazione della produzione di motociclette.

Nel mwoa1975 venne avviata la produzione di serie dell'mwoqAgusta A109 che si è rivelato essere uno dei maggiori successi della azienda. L'A109 è un elicottero mwogbiturbina civile e militare, tuttora in produzione con il nome di mwowAgustaWestland AW109, dopo la commercializzazione di oltre 500 esemplari nelle differenti varianti. Corrado Agusta restò presidente fino al mwpa1982, con la cessione completa delle quote all'Efim.

Dagli anni ottanta ad oggi

Nel mwpw1983 volò il primo prototipo dell'mwqaAgusta A129 Mangusta. Si trattò del primo mwqqelicottero d'attacco progettato e costruito interamente in mwqgEuropa. L'elicottero non ebbe un grande successo commerciale mondiale ma è in dotazione all'mwqwEsercito Italiano.

Gli mwrqanni ottanta videro l'avvio di altre collaborazioni da parte dell'Agusta:

• Nel mwta1981 Agusta e la britannica mwtqWestland avviarono lo sviluppo dell'mwtgAgustaWestland EH101, un elicottero di classe pesante nato per rispondere ai requisiti della mwtwRoyal Navy e della mwuaMarina Militare, intenzionate a rinnovare la flotta di elicotteri.
• Nel mwug1985 venne avviato il programma congiunto con le industrie elicotteristiche di mwuwFrancia, mwvaGermania e mwvqPaesi Bassi per lo sviluppo e la produzione dell'NHI NH90, un elicottero della classe medio-pesante richiesto dalle rispettive mwvgforze armate.

Nel mwwa1988, venne alla luce uno scandalo per corruzione, durante la fornitura di A109 per le mwwqforze armate del Belgio, quando venne appurato che erano state pagate tangenti ai due Partiti Socialisti Belgi al governo per oltre 50 milioni di franchi per ottenere la commessa. Lo scandalo portò alle dimissioni e alla incriminazione del segretario generale della NATO mwwgWilly Claes.cite-ref-9[9] Lo scandalo, raggiunse in mwxwBelgio la fama dello mwyascandalo Lockheed in Italia, relativo all'acquisto di 14 mwyqC-130 Hercules agli inizi mwyganni settanta, e si concluse senza alcun provvedimento a carico dell'Agusta SpA.

Negli mwzaanni novanta venne avviata la produzione o l'attività prototipica relativa ai seguenti modelli:

• mwzw1994, Agusta A109 Power
• mw0q1995, Agusta A129 International
• mw0w1997, mw1aAgusta A119 Koala
• In aggiunta all'A109 Power venne introdotto l'A109 Power Elite. Una versione dell'A109 Power con miglioramenti per il comfort.
• mw1w2003, Agusta A139
• mw2q2004, Agusta A109 LUH
• mw2w2005, Agusta "Grand"
• mw3q2007, Agusta "Nexus"

L'acquisizione della Westland

Nel mw4q1998, l'Agusta realizzò una mw4gmw4wjoint venture con la mw5aBell denominata mw5qBell/Agusta Aerospace Company per lo sviluppo dell'elicottero allora denominato mw5gBell/Agusta AB-139 e del convertiplano mw5wBell-Agusta BA609. La Bell in seguito si ritirò dal progetto AB139, che dunque fu rinominato mw6aAgustaWestland AW139.

Nel luglio del mw6g2000 la mw6wFinmeccanica SpA e la mw7aGKN plc firmarono l'accordo per la fusione delle rispettive controllate del settore elicotteristico (la Agusta e la mw7qGKN-Westland Helicopters), creando la mw7gAgustaWestland. Il 26 maggio mw7w2004 la GKN vendette interamente la sua quota azionaria e AgustaWestland passò totalmente nelle mani di mw8aFinmeccanica; dal mw8q2016 è confluita nel gruppo mw8gLeonardocite-ref-10[10].

La nascita del marchio "Agusta"

Dall'ottobre 2021 “Agusta” è diventato un marchio di Leonardo; il nuovo marchio, presentato in occasione di Expo Dubai 2020 durante l’inaugurazione del terminal elicotteristico “Casa Agusta”, è nato per consolidare il settore dell’ala rotante nel mercato VIP.cite-ref-0-2-1[2]cite-ref-11[11]

Note

cite-note-11. mwaqcmwaqgLuciano Canepari, mwaqkmwaqoAgusta, in mwaqsmwaqwIl DiPI: dizionario di pronuncia italiana, Bologna, Zanichelli, 1999, mwaq0ISBNmwaq4 88-08-09344-1.
cite-note-0-22. mwarumwarymwarcLeonardo azienda, su mwargleonardocompany.com.
cite-note-33. mwarwMaurizio Vitale, Adele Robbiati Bianchi e Giovanni Orlandi, mwar0mwar4L'Istituto lombardo Accademia di scienze e lettere: Storia della classe di scienze matematiche e naturali, Istituto lombardo Accademia di scienze e lettere, 2008, mwar8ISBNmwasa 978-88-7644-540-8. mwasiURL consultato il 5 dicembre 2022.
cite-note-44. Carlo De Rysky, Gruppo Costruttori Aeronautici Italiani - Catalogo annuario, Milano, Edizioni Anima, 1937, a.v.
cite-note-55. Massimo Ceriani, mwaskUna fabbrica di elicotteri: l'Agusta di Cascina Costa, Jaca Book, Milano, 2004.
cite-note-helis-66. mwatm(mwatqmwatuEN) mwatymwatcAgusta Spa, su mwatghelis.com. mwatkURL consultato il 20 luglio 2007.
cite-note-77. mwat0mwat4mwat8Repubblica, su mwauaricerca.repubblica.it.
cite-note-88. mwauqPierMario Crenna, mwauumwauyAgusta: una storia lunga un secolo, su mwaucwww2.varesenews.it, varesenews.it. mwaugURL consultato il 20 luglio 2007 mwauk(archiviato dall'mwauourl originale il 28 agosto 2006).
cite-note-99. mwau4(mwau8mwavaEN) Tom Buerkle, mwavemwaviClaes 'Vaguely' Recalls Bribery Talk, su mwavmiht.com, Herald Tribune, 23 febbraio 1995. mwavqURL consultato il 10 dicembre 2006 mwavu(archiviato dall'mwavyurl originale il 28 novembre 2006).
cite-note-1010. mwavoAnsa, mwavsmwavwFinmeccanica: ok a nuovo nome 'Leonardo'mwav0, su mwav4ansa.it, 28 aprile 2016.
cite-note-1111. mwawimwawmmwawqLeonardo: ad Expo Dubai rilancia brand Agusta - Economia, su mwawuAgenzia ANSA, 2 ottobre 2021. mwawyURL consultato il 29 novembre 2021.

Bibliografia

• Alberto Grampa - mwawo"AGUSTA - Un secolo di aeronautica", Varese 2002, Macchione Editore. ISBN 88-8340-124-7.
• Massimo Ceriani - mwaw0"UNA FABBRICA DI ELICOTTERI - L'Agusta di Cascina Costa", Milano 2004, Jaca Book. ISBN 88-16-40662-3.

Voci correlate

• mwaxiLeonardo

Altri progetti

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• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Agusta

Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su leonardo.com.
• citerefsapere-itAgusta, su sapere.it, De Agostini.
• mwaxsMuseo Agusta, su museoagusta.it.
• mwax0Agusta A109: storia di un mito, su focus.it. URL consultato il 5 novembre 2022.